L’indice del biglietto verde è schizzato sui massimi di novembre 2022 oltre quota 106,5
L’indice del biglietto verde è schizzato sui massimi di novembre 2022 oltre quota 106,5
Rispetto al biglietto verde le valute che perdono maggiore terreno sono la sterlina, scesa al minimo da oltre due anni, il dollaro AUD e NZD
Ad appesantire ulteriormente l’umore sono i dati macro. L’economia statunitense si è contratta dell’1,6% nel primo trimestre
I guadagni più robusti sono stati nei confronti dell’euro, che a sua volta non ha trovato sostegno nelle parole della presidente della BCE Christine Lagarde
Si tratta del maggiore rialzo dei tassi dal 1994. La banca centrale prevede inoltre che alla fine dell’anno i tassi saranno intorno al 3,4% (+175 punti base)
Le strette aggressive delle banche centrali fanno temere sempre di più la recessione economica (anche negli USA)
L’ultimo dato sul tasso di crescita dei prezzi dice 8,6% a maggio, crescono le prospettive di aumenti dei tassi di interesse più aggressivi da parte della Fed
La crescita oltre le attese del lavoro e dei salari aumenta le possibilità che la Fed possa varare una stretta maggiore di 50 punti base
Gli investitori sono sempre più convinti che la FED non aumenterà l’intensità delle strette sui tassi di interesse
L’indice del biglietto verde si è mosso leggermente sotto 102, rimanendo al livello più basso in un mese
Sono probabili aumenti di dimensioni simili nei prossimi due incontri politici di giugno e luglio