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Cina, la PBoC non tocca i tassi. USD-CNH sui massimi da ottobre 2021

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La mossa della PBoC attenua i timori di una divergenza sempre più forte rispetto alle politiche monetarie della FED

Dopo i tagli di 5 e 10 punti base fatti nei meeting di dicembre e gennaio, la People’s Bank of China ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento. Una mossa che molti non si aspettavano, tenuto conto della frenata economica del Paese a causa della recrudescenza del Covid.
Tuttavia, la resilienza dell’economia cinese ha sorpreso nel primo trimestre, con un aumento del PIL dell’1,3% rispetto al periodo di 3 mesi precedente, molto più delle previsioni di mercato dello 0,6%.

La decisione della PBoC è stata di lasciare il tasso primario di prestito a un anno (LPR) al 3,7%, mentre quello a cinque anni è stato mantenuto al 4,6% (dopo un taglio di 5 punti base a gennaio).

Settimana scorsa la PBoC aveva ridotto di 25 bps il coefficiente di riserva obbligatoria di riferimento per tutte le banche, mentre ha lasciato fermi i costi di finanziamento della sua struttura di prestito a medio termine (MLF) per il terzo mese consecutivo.

La mossa della PBoC attenua i timori di una divergenza sempre più forte rispetto alle politiche monetarie della FED, ormai lanciatissima verso un approccio più aggressivo.

Tuttavia, non è riuscita a dare slancio allo yuan, che si è indebolito oltre 6,44 rispetto al dollaro. Il cambio USDCNH raggiunge così un livello che non si vedeva da ottobre 2021.
Nel frattempo lo spread decennale tra i rendimenti cinesi e statunitensi di riferimento ha continuato a ridursi.

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