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L’inflazione torna a frenare i listini, Milano chiude a -0,3%

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Tra gli altri listini europei tentenna Francoforte, in ribasso dello 0,68%. Il DAX per la prima volta da maggio scende sotto quota 125mila

Il timore di politiche monetaria più restrittive provocate dalla corsa del’inflazione, mette di nuovo paura alle Borse che chiudono in calo. I dati macro in chiaroscuro brillanti sull’attività manifatturiera in Asia aggiungono debolezza al quadro. Ottobre comincia così all’insegna delle vendite.
A Milano il a fine seduta ha perso lo 0,27% e chiude a 25.615,31 punti.

Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, svetta BPER che segna un importante progresso del 2,41%. Bilancio decisamente positivo per Banca Mediolanum, che vanta un progresso dell’1,60%. Unicredit +1,03% conferma l’ottimo momento dopo balzo di settembre.
In testa anche il lusso con Moncler (+2,2%).

Tra le peggiori Cnh (-3,1%) mentre tornano indiscrezioni di stampa sul futuro riassetto del gruppo. Vendite sui farmaceutici e su Stellantis (-1,5%) dopo la pubblicazione dei dati sulle immatricolazioni francesi di settembre.
Segno meno anche per Ferrari (-0,66%) ed Exor (-0,25%).

Tra gli altri listini europei tentenna Francoforte, in ribasso dello 0,68%. Il DAX scende sotto quota 15mila – sia pure temporaneamente – per la prima volta da maggio . Calo deciso per Londra, -0,84%, mentre si muove poco Parigi, -0,04%.

Wall Street in preda alla volatilità a causa dell’incertezza sui piani di spesa del presidente Joe Biden. Lo segna +0,52%, il +0,82% mentre il +0,09%.

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