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FED e crack Evergrande pesano sull’appetito al rischio. USD su, CAD in discesa

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In settimana c’è l’atteso meeting della banca centrale statunitense

L’attesa per il meeting della FED e la paura del crack di Evergrande innescano un’ondata di prudenza sui mercati. Ne beneficia il dollaro, che guadagna terreno con tutti tranne che con gli altri asset rifugio (Yen e Franco Svizzero). 
Le più penalizzate da questo clima sono invece le valute rischiose, in special modo il Dollaro CAD.

La propensione al rischio degli investitori si è ritirata in vista della riunione del FOMC nel corso della settimana. La Fed ha già chiarito che il tapering potrebbe verificarsi quest’anno, ma gli investitori stanno aspettando maggiori dettagli, in particolare dopo che i dati economici contrastanti sono stati rilasciati la scorsa settimana.

Nel frattempo, crescono le preoccupazioni per un potenziale default del gigante Evergrande, il secondo più grande sviluppatore immobiliare cinese. Il gruppo quotato a Hong Kong è crollato del 40% in pochi giorni, e si teme che il suo crack possa avere delle ripercussioni forti sull’intero sistema, a cominciare dalle banche.

Come detto, in questo clima viaggia spedito il dollaro USD, con l’index che è arrivato anche a 93,45 come non succedeva da fine agosto.

A farne le spese invece è soprattutto il dollaro canadese, col cambio USDCAD che arriva a lambire 1,29 (USDCAD), toccando il valore più debole dallo scorso febbraio.
Il loonie sconta anche il clima elettorale nel Paese (quella che sembrava una vittoria facile per Justin Trudeau ora è assai in discussione) e i prezzi del petrolio più deboli. .

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