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ETF e inflazione, possibile scatto dell’iShares Russell value

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Il miglioramento della crescita degli utili societari fa ben sperare per i titoli value

Nell’ultimo periodo, caratterizzato dalla progressiva ripresa post Covid, il tema dominante sui mercati finanziari è stato l’inflazione, che risulta di particolare interesse anche per chi negozia ETF.

Gli stimoli economici hanno innescato la corsa dei consumi, che hanno messo pressione sui prezzi.
L‘indice dei prezzi al consumo USA di aprile è balzato del 4,2% rispetto al livello di un anno fa, il più netto aumento dal settembre 2008.
La FED, come la BCE, hanno rassicurato che le fiammate inflazionistiche sono solo temporanee, ma nonostante questo gli investitori stanno ruotando dai titoli growth verso i titoli value.

Questa categoria di asset ha fondamentali solidi – utili, dividendi, valore contabile e flusso di cassa – ma nonostante la ripresa economica questi titoli vengono ancora scambiati al di sotto del loro valore intrinseco. Sono quindi sottovalutati dal mercato.
Inoltre hanno il potenziale per fornire rendimenti elevati con una minore volatilità rispetto a quelli growth, e sono meno esposti alle turbolenze che potrebbero ancora esserci a causa del Covid.
Inoltre, il miglioramento della crescita degli utili societari fa ben sperare per i titoli value.

Ma quali ETF occorre monitorare in questa ottica?
Senza dubbio l’. Se si analizza infatti il suo comportamento rispetto alla sua controparte “growth”, ossia l’iShares Russell 1000 Growth ETF (IWF), esso è cresciuto dell’1,1% nell’ultimo mese rispetto a una perdita del 4,2% per l’IWF.

L’Etf IWD mira a replicare i risultati di investimento del Russell 1000 Value Index, che segue la performance delle azioni statunitensi a grande e media capitalizzazione con caratteristiche “value“. Circa il 90% del fondo è investito in attività dell’indice, mentre il restante 10% è investito in diverse attività al di fuori dell’indice (anche futures, opzioni, contratti swap e altro).

Dopo il crollo del marzo 2020, che aveva spinto l’ fino a quota 84, il rimbalzo è stato feroce, e lo scorso gennaio l’ETF aveva riassorbito tutte le perdite, tornando ai valori pre-pandemici su quota 140.

La tendenza al rialzo però è continuata, anche con grande costanza e senza forti fluttuazioni, come evidenzia il fatto che la quotazione sta viaggiando in modo quasi parallelo alla sua EMA50 (fonte grafica ).

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Gli unici momenti in cui il prezzo dell’ ha tentennato, è stato in prossimità degli scatti di decina: 130, 140, 150. Ma subito dopo è partito un nuovo impulso.
Questo aspetto è interessante, perché attualmente siamo in fase di test dei 160, col prezzo che si muove dentro un piccolo range. Qualora riuscisse a confermare la sua spinta, allora la strada potrebbe spianarsi verso i 170.

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