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Polonia, la NBP conferma i tassi. Ma preoccupa l’indebolimento dello Zloty

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All’inizio della scorsa settimana il cambio con l’Euro ha toccato il livello più basso da 12 anni

La riunione del Consiglio di politica monetaria della Banca Nazionale di Polonia (Narodowy Bank Polski) non ha prodotto alcuna novità sul fronte dei tassi di interesse. La banca centrale ha infatti confermato il costo del denaro allo 0,1%, come mercati ed economisti si aspettavano.
Per stimolare l’economia durante la crisi, lo scorso anno la Banca centrale ha tagliato drasticamente i tassi di interesse (erano all’1,5% prima dello scoppio della pandemia), e attraverso tre manovra lo ha portato al valore più basso di sempre, quello attuale.

C’era molta attesa soprattutto alla luce dell’ultima lettura sull’inflazione. I prezzi in Polonia sono aumentati più del previsto, arrivando al massimo di 6 mesi (3,2% su base annua, al di sopra delle aspettative del mercato del 2,9%). Inoltre si è allontanato dall’obiettivo a medio termine del 2,5% fissato dalla banca centrale.
Vale la pena sottolineare che per diversi mesi la Polonia è stato il paese con la più alta inflazione nell’Unione europea.

Gli economisti sono ancora convinti che i tassi di interesse in Polonia rimarranno invariati fino al 2022, ossia fino alla fine del mandato del MPC. Tali segnali sono stati inviati in precedenza dal presidente Adam Glapiński e da alcuni membri del Consiglio.
Tuttavia il fronte di coloro che ritiene un ritocco restrittivo anticipato comincia a crescere.

Sotto il profilo valutario, sebbene lo zloty negli ultimi giorni abbia iniziato a riprendersi, all’inizio della scorsa settimana è stato il più debole nei confronti dell’euro da 12 anni ().
Inoltre il cambio alla fine di marzo ha toccato i massimi dall’estate scorsa a 3.97.
L’indebolimento della valuta nazionale è sotto stretto monitoraggio da parte del comitato MPC.

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