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Romania, sesta stretta di fila della BNR (75 pb). Ma il Leu resta debole

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Il comitato di politica monetaria ha deciso di alzare il costo del denaro al 3,75%. Si tratta del livello massimo dal 2014

Il meeting di maggio si conclude con il sesto aumento consecutivo dei tassi di interesse per la Banca Centrale di Romania. Il comitato di politica monetaria ha infatti deciso di alzare il costo del denaro di 75 punti base, portandolo al 3,75%. Si tratta del livello massimo dal 2014.

Anche il tasso lombard e il tasso sui depositi presso i depositi sono stati aumentati di 75 pb rispettivamente al 4,75% e al 2,75%.

A guidare l’azione della NBR sono le prospettive di inflazione, decisamente peggiorate. L’ultima lettura segnala un tasso annuale al 10,2%, la più alta dall’ottobre 2004.
I policy makers si aspettano che i prezzi aumenteranno ancora nel secondo trimestre, per poi cominciare a scendere nei successivi quattro. tornerà sotto la doppia cifra non prima della seconda metà del 2023, ma rimarrà comunque al di sopra del target.

Sul fronte del PIL, gli ultimi dati indicano una leggera riaccelerazione della crescita economica, ma comunque è visto quasi in stallo nel secondo trimestre, a causa dell’impatto della guerra in Ucraina e delle sanzioni (a causa dell’elevata percezione del rischio nei confronti delle economie dell’Est Europeo).


La decisione della NBR non ha mosso granché il Leu rumeno, che continua ad essere vicino ai minimi storici contro il dollaro, che sono stati toccati il mese scorso a quota 4.72 (USDRON).
La prossima riunione di politica monetaria del consiglio di amministrazione della banca centrale è prevista per il 6 luglio.

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