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Svizzera, la BNS conferma i tassi. USD-CHF al test di Fibonacci 38.2

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Il franco svizzero è tornato a riprendere forza, dopo aver toccato qualche giorno fa il minimo di 17 mesi sul dollaro

Come era ampiamente previsto, nel meeting di marzo la Banca nazionale svizzera ha mantenuto il suo tasso ufficiale a -0,75% (dove si trova ormai dal 2015) e il tasso di interesse che applica sui depositi a vista a -0,75%.

I policymaker elvetici ritengono che la politica monetaria debba rimanere accomodante, al fine di garantire la stabilità dei prezzi e per contrastare la pressione al rialzo del franco.
Ricordiamo che la BNS è impegnata a intervenire sui mercati valutari per frenare l’aumento della propria valuta, giacché questo apprezzamento è un pericolo per l’economia svizzera che si basa sulle esportazioni.

Il franco svizzero è tornato a riprendere forza, dopo aver toccato qualche giorno fa il minimo di 17 mesi sul dollaro a 0,94, dopo che il presidente della Fed Powell ha suggerito che un aumento del tasso di 50 punti base a maggio.

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Come vediamo sul broker , il cambio USDCHD adesso sta testando nuovamente il Fibonacci 38.2, costruito sul movimento ribassista di lungo periodo. Se il franco dovesse superare questo scoglio, si aprirebbe la strada verso la EMA50.

La banca centrale svizzera rimane quindi sulle sue posizioni, malgrado l’inflazione abbia raggiunto il massimo da 13 anni del 2,2%.
La banca centrale ritiene che i prezzi continueranno a salire, principalmente a causa dell’aumento dell’energia e delle materie prime dovuto agli effetti della guerra in Ucraina.

Le previsioni sull’inflazione per il 2022 sono al 2,1% (dall’1% nella riunione di dicembre) e allo 0,9% per il 2023 e il 2024, se il tasso di interesse rimanesse a -0,75%.
L’aumento dei prezzi e l’incertezza hanno portato la banca a rivedere al ribasso le aspettative di crescita, rivedendo la previsione del PIL 2022 al ribasso al 2,5% (dal 3%).

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