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Criptovalute, finisce la corsa. La guerra spinge BITCOIN sotto 40mila

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La fuga dagli asset rischiosi ha coinvolto nuovamente anche le criptovalute specie dopo l’incendio al principale impianto nucleare nell’Ucraina

La corsa alle criptovalute sembra avere esaurito la sua spinta, e il settore vive una fase di calo. Al punto che scende di nuovo sotto i 40mila dollari.
Non c’è dubbio che gli ultimi giorni sono stati contraddistinti da volatilità, principalmente a causa di turbolenze geopolitiche.

Subito dopo lo scoppio della guerra, le sanzioni che hanno colpito la Russia e le difficoltà di gestire/spostare denaro degli ucraini, avevano alimentato i movimenti sulle crypto in quei paesi (anche in modo errato, visto che le crypto non possono eludere le sanzioni in Russia o per aggirare SWIFT).
Le criptovalute erano diventate attraenti come possibile copertura contro il fallimento delle valute locali.

Grossi movimenti di valute digitali erano stati anche alimentati dalle massicce donazioni affluite in Ucraina (purtroppo non sono neppure mancate azioni di sciacallaggio da parte di truffatori e impostori, che hanno ingannato ignari utenti facendosi versare somme in teoria destinate alla popolazione locale).

Dopo alcuni giorni però, i volumi sono scesi quasi ai livelli normali, e la fuga dagli asset rischiosi ha coinvolto nuovamente anche le criptovalute specie dopo l’incendio al principale impianto nucleare nell’Ucraina occidentale).

Il prezzo di ha tentato una rottura al rialzo sopra la resistenza di 45.000 dollari, dopo aver raggiunto un massimo di quasi tre settimane, ma poi è andato in deciso calo fin sotto i 40mila, come possiamo vedere sul broker .

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Il cambio di rotta è avvenuto in prossimità del 38,2 Fibonacci (46.500) costruito sul movimento novembre-gennaio che aveva portato al nuovo record di 69mila.
Attualmente il prezzo oscilla attorno alla Ema50.
Ma al di là delle questioni tecniche, saranno le evoluzioni della guerra a fungere da driver principale per i movimenti di mercato.

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