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Turchia, Erdogan caccia 3 membri del MPC. Usd-Try su nuovi massimi storici

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Il mese scorso la banca centrale della Turchia (CBRT), ormai tenuta al guinzaglio da Erdogan, ha tagliato a sorpresa i tassi di 100 punti base

Un’altra bufera si abbatte sulla già disastrata immagine della banca centrale della Turchia, finendo per spingere la Lira turca verso un altro minimo storico contro il dollaro.

Dpo un incontro con il governatore della banca centrale, Sahap Kavcioglu (un burattino nelle mani del Presidente), Erdogan ha licenziato tre membri del comitato di politica monetaria della banca centrale (MPC). Si tratta di tre policy makers che si opponevano al taglio dei tassi di interesse, misura continuamente richiesta dal Presidente turco.
Sono stati rimossi Abdullah Yavas, Semih Tumen e Ugur Namik Kucuk, e al loro posto Erdogan ha nominato Taha Cakmak (nuovo vice governatore della Banca centrale) e Yusuf Tuna.

Il mese scorso la banca centrale della Turchia (CBRT), ormai tenuta al guinzaglio da Erdogan, ha tagliato a sorpresa i tassi di 100 punti base, malgrado l’inflazione sia salita al 19,58% su base annua, il tasso più alto da marzo 2019. Questo livello è più alto del costo del denaro, portato al 18% proprio a settembre.

La reazione dei mercati è stata immediata, penalizzando la già devastata Lira turca visto che dietro questa mossa si vede la chiara intenzione di procedere a un nuovo taglio dei tassi a breve.
Il cambio USTRY è schizzato oltre 9,18 contro il dollaro USA per la prima volta nella storia.
Dall’inizio dell’anno la valuta ha perso circa il 20% nei confronti del dollaro, in gran parte a causa proprio della scarsa credibilità della Banca centrale turca.

Ricoridamo che negli ultimi 2 anni e mezzo, Erdogan ha licenziato tre governatori perché non acssecondavano le sue richiesta. Lo stesso attuale capo Sahap Kavcioglu è finito nel mirino del sultano, perché a suo dire avrebbe tagliato i tassi troppo tardi.

Il contraccolpo si è registrato anche per i bond sovrani. La scadenza a 2 anni, prosegue il quotidiano, offre un rendimento del 18,11%, mentre quella a 10 anni del 19,49%.

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