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STERLINA a picco su impennata Treasuries e caos benzina

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Il cambio GBPUSD sceso poco sopra 1,35, come non si vedeva da 9 mesi

Giornata molto pesante per la sterlina, che scivola sul livello più basso da 9 mesi rispetto al dollaro (GBPUSD) e in generale accusa un calo diffuso contro tutte le altre valute principali.

La flessione del pound ha diverse cause.
Anzitutto l’impennata dei rendimenti dei Treasuries USA, saliti sopra 1,54% (il massimo da metà giugno) dopo le osservazioni di Jerome Powell che ha segnalato nervosismo sull’inflazione.
Questa crescita ha finito per mettere sotto pressione tutte le altre economie del G10.


Ma c’è anche altro. Appena ieri il governatore della Bank of England Andrew Bailey, pur confermando che i tassi potrebbero aumentare già quest’anno, ha aggiunto qualche commento più accomodante: ha parlato di momenti difficili che ancora deve affrontare l’economia del Regno Unito e di una ripresa che ha rallentato negli ultimi mesi. Ma soprattutto, ha avvertito che l’inasprimento della politica monetaria se fosse troppo frettoloso, potrebbe peggiorare la situazione.
Il punto è che i mercati probabilmente hanno già prezzato l’inasprimento da parte della BoE in modo aggressivo, scontando sia l’aumento dei tassi di 15 pb entro febbraio che forse un secondo aumento entro agosto 2022.


Desta poi una forte preoccupazione la questione della carenza di benzina che sta paralizzando il Regno Unito. Il 90% delle stazioni di servizio non ha più scorte, e si teme l’effetto a catena sul funzionamento dei servizi essenziali, che potrebbe influire sull’economia britannica e quindi sulla ripresa economica.

Per queste ragioni la sterlina sta accusando una flessione pesante, con il cambio GBPUSD sceso poco sopra 1,35, come non si vedeva da 9 mesi.
La valuta britannica perde quota anche contro l’euro. Il cambio EURGBP sale infatti al livello più alto da luglio a 0.862.

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