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L’Australia sorride: le aziende fanno profitti. Il cross Aud-Usd marcia al rialzo ma poi si ferma

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L'aussie viene frenato ancora dai dubbi riguardanti la politica monetaria messa in atto dalla RBA, che tiene i tassi bloccati

Il primo dato macro interessante della settimana arriva dall’Australia, dove lo stato di salute delle imprese non finanziarie sembra essere molto migliorato. Il report sui margini operativi lordi delle aziende (Trimestrale) ha evidenziato una crescita boom nell’ultimo trimestre del 2016.

Di fronte a un dato previsto pari all’8%, che già sarebbe stato molto migliore rispetto al precedente (1,5%), la crescita registrata è stata del 20%. Erano diversi anni che non si vedeva una crescita simile.
A trainarla è stata soprattutto il comparto minerario, i cui profitti sono aumentati del 26,2% (specialmente grazie alla impennata dei prezzi delle materie prime).


Questi dati sono decisamente positivi per l’economia australiana, visto che allontanano lo spettro della recessione. Ricordiamo però che mercoledì è in calendario un importante appuntamento con i dati relativi al PIL.

La reazione dei mercati valutari è stata immediata, anche se blanda. Il cross è salito a 0,7679 (+0,14%) per poi riscendere nuovamente verso una variazione nulla.
Il motivo per cui accade questo c’è. Il dato viene ritenuto dagli stessi economisti della Reserve Bank of Australia molto sorprendente. fin troppo. Insomma si è molto scettici sulle possibilità di durata dei livelli di profitto attuali.

La cosa che maggiormente cattura l’interesse dei mercati è che malgrado i dati economici, la politica monetaria della RBA non fa intravedere grossi squilli. Se i tassi di interesse USA sono destinati a un rialzo a breve (maggio o giugno, se non addirittura marzo), quelli australiani sono bloccati ai minimi storici e così sembra rimarranno anche nel prossimo futuro.
La RBA è infatti preoccupata per i dati del debito domestici, ed è consapevole dell’effetto che tassi più elevati avrebbero nei confronti dei debitori.

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