Home

STERLINA: prima la corsa (sui vaccini), poi una piccola frenata (sui dati macro)

Scritto da -

La campagna di vaccinazione va bene, e la prospettiva di una ripresa rapida allontana i tassi negativi da parte della BoE

Giornata di tira e molla per la sterlina, che comunque si affaccia dopo circa 3 anni oltre la soglia di 1,40 contro il dollaro (). A dare la spinta al pound è l’avanzata spedita della campagna di vaccinazione (partita a inizio dicembre), che fa sperare in una rimozione più rapida del previsto delle misure di blocco, e di conseguenza in una ripresa più veloce rispetto agli altri Paesi europei.
Ricordiamo che il Regno Unito è stato uno dei Paesi col maggior numero di contagi, soprattutto a causa della diffusione di una variante molto aggressiva (ribattezzata appunto “inglese”).

L’ottimismo riguardo alla futura lotta al covid si è propagato sui mercati, perchè la prospettiva di una ripresa rapida allontana la possibilità di tassi negativi da parte della Banca centrale inglese. La sterlina così sale oltre quota 1,40 dollari (), come non accadeva da inizio 2018.

Invece l’euro-sterlina (), dopo essere arrivato a 0,87, ha poi fatto retromarcia.
Val la pena evidenziare che dal 24 dicembre, ossia quando venne raggiunto l’accordo per la Brexit, la sterlina è cresciuta di circa il 3,7% rispetto al dollaro e del 4,1% rispetto all’euro.

A mitigare lo sprint della sterlina sono arrivati alcuni dati macro contrastanti.
Un sondaggio PMI ha mostrato che la produzione del settore privato britannico si è stabilizzata a febbraio (bene manifattura, male i servizi) ma il commercio al dettaglio è diminuito dell’8,2% a gennaio, molto più pesante del 2,5% atteso dal mercato (a causa del terzo lockdown nazionale all’inizio dell’anno). Inoltre, l’indebitamento del governo è stato il più alto mai registrato durante il mese di gennaio.

Non è possibile commentare questo post.

IN EVIDENZA