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PETROLIO di corsa grazie al nuovo accordo Opec+. Brent e WTI sui massimi di febbraio

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Russia e Kazakistan potranno aumentare la produzione di soli 75.000 barili al giorno a febbraio e marzo

Corre il petrolio grazie alle novità che giungono dai membri dell’OPEC+. E’ stato infatti concordato di aumentare la produzione di petrolio di soli 75.000 barili al giorno a febbraio e marzo, ma solo per Russia e Kazakistan e solo per far fronte alla sola maggiore domanda interna nei mesi invernali.

L’intesa è giunta al termine di un negoziato durato due giorni.
I livelli attuali di output sono pari a 7,2 milioni di barili al giorno, e includono una produzione già aumentata di 500mila barili in più al giorno, rispetto a dicembre 2020.

La Russia avrebbe voluto un ulteriore aumento di 500mila barili, mentre l’Arabia Saudita era a favore di un congelamento della produzione sui livelli di gennaio.
Decisivo per l’accordo è stato proprio il passo dell’Arabia Saudita, che ha annunciato il taglio volontario della sua produzione al di sotto della sua quota (oltre 400.000 barili al giorno per febbraio e marzo), in modo che la Russia e Kazakistan potranno aumentarla.

Queste notizie hanno dato la spinta al mercato. Il è balzato sopra i 53,5 $ al barile, toccando il livello più alto dallo scorso febbraio. Il ha superato i $ 50 al barile, anch’esso per la prima volta da febbraio 2020.

Sulle oscillazioni del petrolio incidono anche le tensioni geopolitiche. E’ stata infatti sequestrata una nave cargo sudcoreana, la MT Hankuk Chemi, diretta verso gli Emirati Arabi Uniti, da parte delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana, nei pressi dello Stretto di Hormuz. La nave sarebbe stata condotta verso un porto in Iran.

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