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Il PETROLIO sprinta sui dati delle scorte. Ma l’eccesso di offerta preoccupa l’OPEC+

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Gli stock di greggio sono scesi di circa 8 milioni a 484,4 MBG, contro attese per un incremento di 0,8 milioni

Giornata positiva per il petrolio, che piazza un bel balzo. La corsa è cominciata di mattino, grazie alle notizie sulle elezioni USA (l’ipotesi di una vittoria di Donald Trump, che però poi va sfumando), e dopo una parziale marcia indietro, sono stati i dati sulle scorte USA a ridare spinta ai prezzi.

La divisione del Dipartimento dell’Energia americano (EIA), ha affermato che gli stock di greggio sono scesi di circa 8 milioni a 484,4 MBG, contro attese per un incremento di 0,8 milioni.
Gli stock di distillati hanno registrato un decremento di 1,6 milioni a 154,6 MBG, contro attese per una discesa di 1,7 milioni, mentre le scorte di benzine hanno registrato un aumento di 1,5 milioni a quota 227,7 MBG (era atteso un calo di 0,8 milioni).
Le riserve strategiche di petrolio sono salite di 0,1 milioni a 639,3 MBG.

Dopo un po’ di avanti e indietro, il è risalito verso i 39 dollari la barile mentre il è balzato oltre i 41. Va detto che in entrambi i casi, dal punto di vista tecnico c’è l’EMA 50 giorni che offrirà una certa resistenza.

Sul mercato rimane comunque forte la preoccupazione di uno squilibrio domanda-offerta, che provocato un calo del 10% la scorsa settimana. La domanda è minacciata dai nuovi lockdown innescati dalla seconda ondata di Covid. La seconda invece sta aumentando (in primis per la Libia) tanto che l’OPEC+, guidata da Russia e Arabia Saudita, sta valutando di posticipare l’aumento dell’offerta previsto per gennaio.

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