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Sterlina sotto pressione per Covid e Brexit. EURGBP sui massimi di 3 mesi

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La mancanza di progressi nei negoziati con la UE continua a pesare sul sentimento relativo alla sterlina

La sterlina torna sotto pressione sui mercati valutari, a causa delle preoccupazioni per una seconda ondata di infezioni da coronavirus e per le perduranti incertezze sulla questione Brexit.
Situazioni che hanno reso la valuta britannica una delle peggiori durante il mese di giugno.

I piani del governo britannico di allentare le misure di lockdown a partire dal 4 luglio, sono state ridimensionate da una lettera aperta degli esperti sanitari del Regno Unito, che hanno ammonito sul rischio concreto di una ripresa del coronavirus. Anche in questa ottica, c’è molta attesa per il discorso che Boris Johnson terrà martedì, delineando i suoi piani per una ripresa economica post Covid.

A complicare la situazione c’è poi la faccenda Brexit, dopo che il cancelliere Merkel ha avvisato il Regno Unito di prepararsi a “convivere con le conseguenze” dell’uscita.
La mancanza di progressi probabilmente continuerà a pesare ancora sul sentimento relativo alla sterlina, che nell’ultima settimana ha perso oltre 1 punto percentuale sul dollaro (GBPUSD).

Ma è soprattutto nei confronti dell’euro (sostenuto da alcuni dati PMI più forti del previsto dell’Eurozona) che c’è stato il deprezzamento maggiore.
Il cambio EURGBP ha oltrepassato la soglia di 0.90 e viaggia attorno ai massimi di tre mesi, dopo aver eroso la resistenza di Fibonacci al 38.2 (costruito sull’ascesa di febbraio-marzo), che nelle ultime settimane aveva rappresentato un discreto scoglio (fonte grafica broker ).

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Lo slancio della valuta unica potrebbe presto portarla a testare il 23.6 che si trova su quota 0,920. Ma tutto dipende dall’evoluzione dei negoziati Brexit, che è ancora il fattore più importante che incide sulla sterlina, a distanza di quattro anni dopo dal voto di addio alla UE.

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