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Il timori del virus cinese turba i mercati. Yuan in calo, Aussie sui minimi di due mesi sul dollaro

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La maggior parte delle valute collegate alle materie prime stanno pagando il sentiment di avversione al rischio del mercato

I timori legati alla diffusione del Coronavirus si fanno sentire sui mercati, dove gli investitori si stanno dirottando verso attività più sicure.
Lo Yuan cinese e la maggior parte delle valute collegate alle materie prime (prima tra tutte il dollaro australiano) stanno pagando un duro colpo.

La diffusione del Coronavirus e le valute

La National Health Commission cinese ha dichiarato domenica che la capacità del coronavirus di diffondersi si sta rafforzando. Mentre le autorità sanitarie di tutto il mondo stanno correndo ai ripari per prevenire la pandemia, i mercati penalizzano lo yuan cinese che è sceso sui minimi di questo inizio anno. Il cambio è infatti salito a a 6,9783, livello che non si vedeva dal 31 dicembre.

Dollaro australiano giù

Ma anche le valute legate alle materie prime stanno accusando dei cali, anche se gli effetti potrebbero risultare amplificati della scarsa liquidità che circola, vista la chiusura per ferie dei mercati finanziari in Cina, Hong Kong, Singapore e Australia.
Il dollaro australiano (AUD), che è fortemente esposto alla performance dell’economia cinese, è sceso al livello più basso dal 2 dicembre contro il biglietto verde (), come vediamo in questa immagine tratta dalla webtrader .

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A penalizzare la valuta australiana è anche l’accresciuta probabilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della RBA nel prossimo meeting, stante il report sul lavoro che è stato più solido del previsto.

Perde quota anche il “kiwi” neozelandese (), che scende anch’esso al minimo mensile contro il dollaro a 0.65702.
Sull’altro fronte lo yen, tipico rifugio sicuro, è il principale beneficiario di questa situazione. Anche se la sua scalata è molto contenuta,la valuta giapponese è arrivata a toccate il suo massimo dall’8 gennaio sul dollaro ().

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