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ORO, settimana sulle montagne russe. Calo dopo la FED, poi lo slancio sulle tensioni USA-Cina

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Il metallo prezioso ritrova la via della salita dopo che la scorsa settimana aveva accusato un lieve calo

Nella settimana appena trascorsa, i giorni tra mercoledì e venerdì sono stati quelli più “caldi” per il mercato aurifero. La decisione della FED di tagliare i tassi, e in seguito le rinnovate tensioni sul fronte commerciale tra USA e Cina, hanno impresso una forte oscillazione alla quotazione dell’.

Settimana in altalena per l’oro

Ad inizio settimana, con l’approssimarsi del meeting della FED, l’oro ha continuato a viaggiare su una traiettoria moderatamente rialzista. I mercati si aspettavano il primo taglio da 10 anni da parte della Banca centrale americana, ed erano convinti che lo scenario prospettato dalla FED sarebbe stato propizio per ulteriori interventi in futuro.
Quello che però ha cambiato le cose, è la comunicazione da parte di Powell che il taglio al costo del denaro andava inteso come mossa preventiva, e non come l’inizio di un ciclo di riduzioni. La reazione dei mercati ha premiato il dollaro, penalizzando invece le attività rifugio come l’. Si è assistito così a un calo da 1430 dollari l’oncia a 1045 circa.
Possiamo vederlo sulla piattaforma di trading .

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Poi però le cose sono nuovamente cambiate, quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato con un tweet nuovi dazi del 10% su 300 miliardi di beni cinesi a partire dal primo settembre (la Cina ha a sua volta risposto con controminacce). Sui mercati si è nuovamente diffusa la tensione, che ha ridato slancio alle attività rifugio (non a caso lo Yen è volato ai massimi di 7 mesi sul dollaro).
L’ è schizzato in prossimità di 1450 dollari l’oncia, salvo poi rimbalzare leggermente negli ultimi scambi della settimana.
A propiziare questo nuovo balzo sono anche stati i dati deboli sul mercato del lavoro USA, che hanno riacceso la possibilità di altri tagli al costo del denaro da parte della FED (i futures su Fed Fund ora riflettono una probabilità superiore all’80% per un’altra riduzione di 25 pb alla prossima decisione sui tassi d’interesse il 19 settembre).

Complessivamente, la quotazione dell’ ha registrato un progresso settimanale dopo la lieve frenata di quella scorsa.

Scenario propizio per il rialzo ulteriore dell’oro

Il clima che si è creato adesso, con l’incertezza che circonda la prossima mossa da parte della Fed e quella riguardante i rapporti tra USA e Cina, è senza dubbio favorevole ad una ulteriore spinta dell’oro.
In settimana ci sarà molto interesse per i commenti del presidente della Fed di St. Louis, James Bullard e del presidente della Fed di Chicago, Charles Evans, entrambi membri votanti del FOMC. Le loro dichiarazioni potrebbero influenzare i prezzi dell’ nei prossimi giorni, specie se saranno accomodanti.

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