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Euro in caduta dopo la BCE: tassi fermi per tutto il 2019 e nuovi prestiti alle banche

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La Eurotower conferma i tassi e decide all’unanimità di rinviare la stretta fino a fine anno, e non solo fino a fine estate prossima

La BCE rinvia almeno di qualche mese la stretta inizialmente prevista per fine estate 2019, e annuncia un nuovo programma di prestiti alle banche (T-Ltro). L’Euro finisce così per scivolare pesantemente sui mercati.

L’istituto centrale europeo ha corretto la propria forward guidance, ma era qualcosa da mettere in conto vista la situazione. Da Francoforte arriva anzitutto la conferma dei tassi di interesse allo 0,00% (mentre quelli sulle operazioni di rifinanziamento restano a 0,25% e quello sui depositi presso la banca centrale -0,40%).
A questo si aggiunge la conferma delle operazioni di reinvestimento integrale del capitale rimborsato sui titoli in scadenza.

Ma la notizia più importante è un’altra: la BCE ha deciso all’unanimità di rinviare la stretta fino a fine anno, e non solo fino a fine estate prossima, con l’obiettivo di sostenere ancora l’economia e di spingere l’inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2% (il target della BCE) nel medio termine.
Inoltre è stato annunciato un nuovo programma di maxi prestiti a basso costo per le banche (i Tltro, acroninmo di targeted longer-term refinancing operations), così da rinforzare il suo sostegno all’economia dell’Eurozona. Il programma durerà da settembre 2019 a marzo del 2021.

Eurozona debole

La ragione del cambio di forward guidance sta nella frenata delle prospettive di crescita dell’area euro.
Secondo gli ultimi dati il PIL sarà quest’anno a +1,1%, quando a dicembre era visto a +1,7%. Scendono anche le previsioni per il prossimo anno (da +1,7% a +1,6%), mentre viene confermata solo la stima per 2021, a 1,5%.
Anche la previsione riguardo l’inflazione scende. Sarà all’1,2% quest’anno (dall’1,6% indicato a dicembre), all’1,5% nel 2020 (dall’1,7%) e all’1,6% nel 2021 (dall’1,8%).

I fattori che vengono indicati come cause di questa frenata sono soprattutto esterni, e quindi poco “fronteggiabili”: incertezze legate a fattori geopolitici, protezionismo, vulnerabilità nei mercati emergenti. Draghi ha però anche rimarcato alcuni fattori critici interni, come l’Italia (in recessione).

Euro in caduta dopo la BCE

Dopo il meeting della BCE, i mercati sono stati caratterizzati da ordini di vendita sull’euro. La moneta unica è scesa poco sopra quota 1,1210 contro il dollaro (EURUSD), toccando i minimi di diversi mesi contro il biglietto verde.
La valuta unica perde quota un punto percentuale nei confronti dello Yen giapponese (EURJPY 125,00) e frena leggermente pure contro sterlina (EURGBP) e franco svizzero (EURCHF).

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