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Cina, deludono inflazione e prezzi alla produzione. Yuan stabile dopo il calo di ieri

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La Banca Popolare cinese (PBOC) ha sospeso la correzione proattiva del cambio dello Yuan
Crescono meno del previsto i prezzi al consumo in Cina. Secondo il report dall'Ufficio nazionale di Statistica di Pechino, il tasso d'inflazione ha accelerato a dicembre all'1,8% annuo, che è maggiore dell'1,7% di novembre ma inferiore all'1,9% atteso dagli economisti. I prezzi del cibo sono scesi dello 0,4 percento, dopo una diminuzione dell'1,1 percento a novembre. Nel frattempo, i prezzi non alimentari sono aumentati a un ritmo leggermente più lento del 2,4%. Per l'intero anno 2017, l'inflazione è stata dell'1,6%, ben al di sotto dell'obiettivo del governo di circa il 3 percento.
Su base mensile invece l'inflazione segna un incremento dello 0,3%, anche in questo caso sotto allo 0,4% del consensus.



Vanno male i prezzi alla produzione, che hanno registrato la crescita più debole da un anno a questa parte (ovvero da quando il governo ha intensificato le misure per contrastare l'inquinamento). L'indice è infatti rallentato al 4,9% (dal 5,8% di novembre). Nel 2017, i prezzi alla produzione hanno guadagnato il 6,3%.

Le prospettive per la Cina sono per un ulteriore calo dell'inflazione nei prossimi trimestri, a causa dell'indebolimento dell'attività economica. Potrebbero scendere ulteriormente anche i prezzi alla produzione e ciò potrebbe contribuire a spingere la Banca Popolare Cinese ad allentare la politica monetaria nel corso del 2018.



Nel frattempo, la Banca Popolare cinese (PBOC) ha sospeso la correzione proattiva del cambio dello Yuan (misura introdotta per contrastare la volatilità determinata e per frenare il sell off sulla valuta scatenato dalle attese su ulteriori strette monetaria della Federal Reserve). La rimozione della "correzione" dimostra che la Cina è più fiduciosa sulla traiettoria della valuta, dopo il buon spunto rialzista nel secondo semestre del 2017.
Dopo questa misura il cambio tra dollaro e yuan onshore (USDCNY) era salito dello 0,40%, mentre quello tra biglietto verde e yuan offshore (USDCNH) ha messo su lo 0,5%, marciando al ritmo più forte dal mese di settembre.

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