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La Banca d'India conferma i tassi al 6%. Rupia in calo su USD ed EUR

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La Reserve Bank of India ha deciso di lasciare i tassi al livello più basso dal 2010 (toccato grazie al taglio fatto ad agosto)
L'India va avanti così, senza alcun ritocco al costo del denaro. La Reserve Bank of India ha deciso di lasciare i tassi al 6%, il livello più basso dal 2010 che era stato toccato grazie al taglio fatto ad agosto. La decisione è stata assunta con cinque voti favorevoli - incluso il Governatore Urjit Patel - e uno contrario del Monetary Policy Committee.
Tutto confermato quindi, come era successo anche a ottobre. E sempre per le stesse ragioni, in primo luogo l'inflazione che malgrado continui a salire non lascia ancora del tutto tranquilli.

Ricordiamo che recentemente è stato rilevato che i prezzi al consumo sono saliti a 3,58% secondo il Central Statistics Office (Cso, l'ente di statistica di New Delhi). Siamo però ancora sotto il target fissato dalla RBI che è del 4% (con margine di tolleranza accettabile di +/-2%). Tuttavia, lo stesso istituto centrale indiano ha ammonito che "fattori transitori e strutturali possono ancora spingere la deflazione".



Qualcuno si aspettava un ritocco dei tassi al ribasso, così da spingere sia la crescita economica che la dinamica dei prezzi (la Rbi ha confermato al 6,7% la stima di crescita del Pil reale nell'esercizio 2017-1028). Ma la RBI ha deciso di prendere tempo prima di decidere in merito. Tutto rinviato al 2018 quindi.

Sotto il profilo valutario, la scelta della RBI ha spinto verso il ribasso la Rupia (INR). La coppia UsdInr guadagna terreno arrivando a 64.51. Stesso discorso per il cambio EurInr, in salita a 76,223.

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