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India: inflazione stabile, la RBI potrebbe tagliare i tassi. Usd-Inr in calo

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Nella prossima riunione potrebbe esserci effettivamente un nuovo ritocco al costo del denaro
Dopo un paio di sortite al rialzo, è rimasta stabile la dinamica dei prezzi al consumo in India. Giovedì scorso il Central Statistics Office (Cso, l'ente di statistica di New Delhi) ha infatti comunicato che l'inflazione è rimasta stabile al 3,28%, ancora sotto il target fissato dalla RBI che è del 4% (con margine di tolleranza accettabile di +/-2%). Un dato che ha deluso i mercati, che si aspettavano una crescita al 3,60%.

Va ricordato che la Reserve Bank of India nel corso dell'ultima riunione del 4 ottobre aveva evitato di tagliare i tassi (al 6%, livello più basso dal 2010), proprio perché riteneva che l'inflazione avrebbe continuato a salire. Tuttavia, lo stesso istituto centrale indiano aveva ammonito che "fattori transitori e strutturali possono ancora spingere la deflazione". Aveva ragione.

Questo stato di cose chiaramente fa ipotizzare che nella prossima riunione potrebbe esserci effettivamente un nuovo ritocco al costo del denaro, in modo da dare la spinta sia alla crescita economica che alla dinamica dei prezzi. Ma non è detto. In fondo la tanto temuta deflazione non c'è stata. Quindi la RBI potrebbe ancora prendere tempo prima di decidere in merito.

Va aggiunto anche che gli ultimi report hanno evidenziato una buona crescita della produzione industriale, salita del 4,3% contro il 2,4% atteso. Il dato torna ad avvicinarsi al 4,9% che è la media degli ultimi dieci anni. Segno di una certa vitalità.



Sotto il profilo valutario, la rupia ha chiuso con un guadagno complessivo settimanale contro il dollaro (anche per colpa di una certa debolezza del biglietto verde). Il cross UsdInr scambia in area 64,7, ovvero il livello più basso da tre settimane.

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