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Petrolio, schizzano le scorte ma l'EIA spinge Brent e WTI all'insù

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Nella settimana terminata l'8 settembre 2017 le scorte sono risultate in aumento di 5,9 milioni a 468,2 MBG
Le scorte di petrolio settimanali balzano oltre le aspettative secondo i dati diffusi dalla divisione del Dipartimento dell'Energia americano. Nella settimana terminata l'8 settembre 2017 le scorte sono risultate in aumento di 5,9 milioni a 468,2 MBG, rispetto ai 462,4 MBG della scorsa settimana. Le previsioni erano per un ribasso rispetto alla rilevazione precedente, a quota 3,2 MBG. Era da marzo che non si vedeva un aumento così elevato delle scorte settimanali.

Gli stock di distillati calano di 3,2 milioni a 144,6 MBG, mentre le scorte di benzine sono andate in caduta verticale di -8,4 milioni a 218,3 MBG. Le riserve strategiche di petrolio scendono di 1,6 milioni a 677 MBG.

Il mercato petrolifero tuttavia viene "surriscaldato" dalle previsioni di OPEC e EIA. E' infatti giunta una bella spinta dalle stime sulla domanda globale di petrolio rilasciate dall'Agenzia internazionale per l'Energia (EIA), che a sua volta fà seguito al ritocco all'insù delle stime dell'OPEC, che prevede una produzione in calo e stime più ottimistiche per l’anno 2018.
Secondo l'AIE la richiesta dovrebbe registrare quest'anno una crescita di 1,6 milioni di barili al giorno. Nel rapporto si sottolinea l'effetto positivo del progressivo riequilibrio dei livelli delle scorte di petrolio, grazie ai tagli produttivi dei Paesi Opec e non Opec. Tuttavia, viene precisato che gli uragani Harvey e Irma potrebbero rallentare la crescita della domanda petrolifera negli USA nel terzo trimestre dell'anno.

Inoltre il mercato è stato favorito dalle discussioni in Arabia Saudita sull’eventuale estensione oltre la scadenza di marzo dell’accordo per frenare i livelli di produzione, nonché dal possibile allargamento dell'accordo ad altri paesi.

Oggi le quotazioni (che già erano ampiamente in salita) hanno avuto un sobbalzo. Il future sul Light crude si è portato sui 48,7 dollari al barile (+0,55%), mentre quello sul Brent è salito a 54,9 dollari, come vediamo sulla piattaforma di trading Plus500 (in coda all'articolo la tabella che mostra il confronto tra spread fissi dei maggiori broker).







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