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Gap e Lap: cosa sono, che differenza c'è e come sfruttarli nel trading (specie intraday)

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Questi due particolari pattern creano "salti" nel grafico. Vediamo le tecniche che li sfruttano e i 4 tipi di gap

Due concetti che spesso vengono utilizzati in ambito di trading sono quelli di gap e lap. Li ritroviamo ad esempio in due pattern molto noti come le Morning e la Evening star, ma di formazioni di candele (e di strategie) che usano gap e lap ce ne sono davvero tante, per cui è bene conoscere cosa significhino, tenerli distinti e capire le loro differenze.


Premessa: differenza tra Gap e Lap


Spesso si parla genericamente di gap ogni qualvolta si vede un "salto" tra due candele. In realtà il concetto è molto più specifico, e va inquadrato come segue:
1) Il Gap si ha quando l'apertura di una candela è inferiore al minimo del giorno prima (gap down) oppure superiore al massimo del giorno prima (gap up).
2) Il Lap si ha quando l'apertura di una candela è inferiore (lap down) o superiore (lap up) alla chiusura del giorno prima.


La cosa che quindi li differenzia è il secondo termine del confronto: entrambi prendono come primo riferimento l'apertura di una candela, ma il secondo termine è...
1) i massimi/minimi della candela precedente (nel caso dei gap)
2) la chiusura della candela precedente (nel caso dei lap)
gap-lap.jpg


Dal punto di vista "estetico" si viene quindi a generare un vuoto nel grafico quando inizia un nuovo giorno. Questo può accadere per via di improvvisi sbilanciamenti tra domanda e offerta, quando tra la chiusura e la riapertura arriva qualche notizia particolare che scuote i mercati.
Possiamo vedere un esempio concreto sul cross Euro-Dollaro grazie alla piattaforma BDSwiss (tra le più apprezzate sia per la sua affidabilità, ma anche perché consente trading Forex e binario ed offre segnali gratuiti di trading).
gap-lap-3.jpg

Come si può notare, c'è un salto bello grosso nel grafico, che poi nell'arco della giornata viene "chiuso".


Quattro tipi di gap


All'interno del concetto di gap possiamo identificare 4 tipologie, a seconda di come si sta sviluppando il mercato in cui si formano questi "salti" dei prezzi.


1) GAP COMUNE. Il "Common gap" si verifica di solito durante una fase di congestione del mercato, senza trend. Di solito vengono richiusi rapidamente.
2) GAP DI ROTTURA. Il "Breakaway gap" si forma di solito quando un asset esce da una congestione con una certa velocità, saltando al di sopra o al di sotto del lato superiore o inferiore della congestione. Quando si verifica, può indicare l’inizio di un trend piuttosto marcato.
3) GAP DI CONTINUAZIONE. Il "Runaway gap" si forma nel corso di un trend ben definito. Spesso si formano verso la metà del trend.
4) GAP DI ESAURIMENTO. Quando siamo in presenza di un "Exaustion gap", vuol dire che siamo verso la fine di un trend. Spesso essi segnalano la possibile inversione della tendenza in atto, a maggior ragione se il volume di scambi si fa elevato.

I segnali operativi


Alcune teorie di analisi tecnica sostengono che i buchi creati dai gap e lap ad inizio di seduta, nel corso della giornata vengono prima o poi ricoperti (come abbiamo visto sul grafico di BDSwiss poco sopra). E' chiaro che se questo non succede allora il "salto" rimane ben visibile sul grafico, ma è effettivamente molto più frequente che questi vuoti vengono colmati nell'arco della giornata.
Proprio su questa teoria si basano alcune tecniche operative, che spesso producono buoni risultati nell'intraday. Ciò vale soprattutto per i lap, dove questa ricopertura è molto più frequente.



Qui però dobbiamo fare una precisazione importantissima: è vero che molto spesso i gap e lap vengono ricoperti nell'arco della giornata, tuttavia molte volte prima di chiudersi tendono prima ad allargarsi ulteriormente (A volte raddoppiando l'ampiezza). Ecco perché non è che ogni volta che si genera un gap o lap bisogna subito gettarsi nel mercato e stare sicuri che funzionerà.


Se reputi utile questo articolo, premiaci con un semplice gesto. A te non costa nulla, per noi invece vale tanto.

Come per ogni cosa nel trading, occorre valutare sia la situazione specifica dell'asset che si va a negoziare, sia il suo comportamento storico (ovvero se i gap e lap sono frequenti e quanto frequentemente vengono colmati nell'arco della giornata, magari verificando anche quante volte i gap e lap prima di chiudersi si sono allargati). Insomma, i gap e lap da soli sono spie importanti di una situazione di mercato, ma come in tutte le "cose di trading" bisogna analizzare e valutare le opportune strategie per cogliere le occasioni.
Buon trading!





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