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Sterlina, settimana in rosso per via di Brexit: mezzo punto percentuale perso su EUR e USD

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Dopo il via libera da parte dei 27 della UE all'accordo divorzio da Londra, per la premier Theresa May i tribolamenti non sono affatto finiti
La questione Brexit è più che mai il driver principale (anzi, quasi unico) dei movimenti della sterlina. E ancora una volta ha penalizzato il pound. In questa settimana infatti la sterlina ha perso circa mezzo punto percentuale su dollaro ed euro, viste le crescenti preoccupazioni per l'esito dell'accordo con la UE riguardo la Brexit.

Dopo il via libera da parte dei 27 della UE all'accordo divorzio da Londra, per la premier Theresa May i tribolamenti non sono affatto finiti. Martedì comincerà il dibattito alla Camera dei Comuni, mentre il voto è atteso per l'11 dicembre. Il fatto che oltre 400 parlamentari abbiano già detto o accennato che voteranno contro non fa certo dormire sonni tranquilli. Ad aggravare la situazione ci sono state le dimissioni di Sam Gyimah, ministro della Scienza e dell'Università. Si tratta del decimo membro del governo May ad essersi dimesso per divergenza di vedute su Brexit.

Questo clima teso non poteva non avere effetti sulla sterlina. Per la terza settimana consecutiva la valuta britannica ha perso quota contro il dollaro. Il cross GBPUSD aveva tenuto fino a metà settimana, ma poi è scivolato verso 1.27 (i prezzi sono sopra le due medie mobili a 100 e 200 periodi).




La sterlina ha perso mezzo punto percentuale anche contro l'euro. Il cambio EURGBP è salito a quota 0.888, aumentando il guadagno mensile fino a +1,27%.

E' presumibile che le tensioni sulla valuta britannica continueranno ad esserci e forse acuirsi, visto che il primo ministro Theresa May dovrà cercare in tutti i modi di condurre in porto il suo accordo di divorzio con l'Unione europea. Ma l'impresa sembra molto difficile.

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