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Sterlina, profondo rosso a causa di Brexit: la May travolta dalle dimissioni in serie

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Giornata tesissima per la politica britannica e disastrosa per la sterlina, in calo di quasi 2 punti percentuali contro EUR e USD
La questione Brexit deflagra ancora una volta spingendo sul fondo la sterlina. Appena ieri la premier britannica May poteva sorridere per l'approvazione da parte del suo governo dell'accordo con la UE. Ma la gioia è durata pochissimo, perché 4 membri del suo governo se ne sono andati in aperta polemica con l'accordo stesso.
Dominic Raab, ministro per la Brexit, è la defezione più importante. Assieme a lui se ne vanno Esther McVey (ministro al welfare), Shailesh Lakhman (sottosegretario per l'Irlanda del Nord) e Suella Braverman (sottosegretario alla Brexit).

Come se non bastasse il "Tory" brexiteer Rees-Mogg ha presentato una mozione di sfiducia contro la premier, accusandola di "aver violato le promesse fatte alla nazione sulla Brexit". La misura sarebbe sottoposta al voto del parlamento se verrà appoggiata in forma scritta da 48 sul totale di 158 dei parlamentari Tories. Al momento però non c'è il quorum necessario.



Il terremoto politico è stato scandito quindi da diversi scossoni. Quello più pesante per la May (e per la sterlina) è stato l'addio di Dominic Raab, ministro per la Brexit, che aveva sostituito in estate David Davis, anche lui dimissionario perché critico con l’andamento dei negoziati. Secondo Raab il regime normativo proposto per l’Irlanda del Nord rappresenta una minaccia per l’integrità del Regno Unito, e inoltre non ha voluto accettare il fatto che l'Unione europea abbia "il diritto di veto sulla nostra capacità di uscita".

A pagare lo scotto di questa situazione è stata la sterlina, che subito ha registrato un calo profondo. La valuta britannica ha toccato 1.2808 dollari da 1.2990 di ieri con un calo di oltre l'1%. Poi l'andamento ribassista è proseguito spingendo il cross GbpUsd a 1.2765.
Pound in profondo rosso anche contro l'euro, al punto da sfiorare un deprezzamento di quasi due punti percentuali a 0.886 e realizzando la peggiore performance giornaliera da oltre un anno.



Il 25 novembre ci sarà un summit straordinario della Ue per l'ok dei 27 all'accordo, ma in molti guardano soprattutto ai primi di dicembre, quando sarà il parlamento britannico a doversi pronunciare sull'intesa. E con l'aria che tira, ogni scenario rimane possibile.

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