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Romania, la BNR assume un tono da "colomba". Il RON non riesce a recuperare terreno

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Il Governatore Isarescu ha precisato che i tassi di interesse "sono dove dovrebbero essere e dove li vediamo nel prossimo periodo"
E' stato più accomodante del previsto, il tono con cui martedì la Banca nazionale di Romania (NBR) ha accompagnato la decisione di lasciare il tasso di interesse al 2,50%. Dopo tre ritocchi a gennaio, febbraio e maggio, quindi arriva un altro stop alle manovre sui tassi.

La decisione era comunque attesa dagli analisti, un po' meno il tono accomodante del governatore Mugur Isarescu. Egli ha precisato che la NBR “ha dovuto fare più di quanto avrebbe dovuto fare” e che “i tassi di interesse sono dove dovrebbero essere e dove li vediamo nel prossimo periodo”. Un approccio molto cauto, che mette in discussione i possibili 3 aumenti dell'anno prossimo attesi da molti analisti.



I timori evidenziati dalla banca centrale sono le guerre commerciali, l'andamento dell'inflazione nell’eurozona e le politiche delle banche centrali nazionali. Circa l'inflazione invece, la NBR ritiene che rimarrà verso il livello superiore della fascia target (compresa tra 1,5%-3,5%).

Al di là dei discorsi, la sensazione però è che il vero driver delle mosse della NBR sia l'andamento del Leu (RON). La valuta rumena ha subito un grosso deprezzamento in estate, e la coppia EurRon è rimasta ferma in prossimità dei massimi di luglio a 4.66. La coppia UsdRon invece resta oltre la soglia psicologica di 4.00 superata a fine settembre.



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