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La BCE conferma tutto, l'Euro non ingrana (EUR-USD sotto 1.14). Pesano le incertezze Italia e Brexit

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Italia e Brexit tra le incertezze, tassi fermi fino a quando necessario
Nessun cambio di rotta da parte della BCE: l'istituto centrale europeo ha confermato il tasso principale allo 0%, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,40%. Ha inoltre mantenuto invariata la propria politica monetaria: il programma di acquisto titoli (Quantitative Easing) si chiuderà a fine dicembre al ritmo di acquisti di 15 miliardi mensili. Il costo del denaro inoltre non verrà toccato fino all’estate del 2019, e in ogni caso finché sarà necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Inoltre la Bce ha aggiunto che intende reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza per un prolungato periodo di tempo dopo la fine del Quantitative Easing e finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Non è cambiato nulla quindi da parte della BCE, anche se sono aumentate le incognite per i mercati finanziari in risposta al confronto tra Italia e Commissione europea sugli obiettivi di bilancio, ma anche per il perdurare delle tensioni commerciali tra Usa e Cina e per i segnali poco incoraggianti dal lato della congiuntura (vedasi il report sul PMI di ottobre, che ha evidenziato una decisa decelerazione al livello più basso da 26 mesi).



Successivamente alla decisione della BCE, il presidente Mario Draghi ha precisato che riguardo all'Italia "sono fiducioso che si troverà un accordo", però riconosce che "Anche l'Italia, come Brexit e la guerra commerciale, è fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona". Draghi ha evidenziato che l'allargamento dello spread negli ultimi sei mesi potrebbe creare problemi alle banche, per cui non andrebbe messa in dubbio la cornice istituzionale che sorregge l'Eurozona.

Dopo la decisione della BCE, l'euro si era inizialmente rafforzato riportandosi saldamente al di sopra di 1.14 dollari, ma la "festa" è durata poco visto che nel giro di un'oretta - quando ha parlato Draghi - la valuta unica è scivolata di nuovo verso 1.139 contro il dollaro (EurUsd), un livello che non veniva toccato da un bimestre.



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