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FED avanti col rialzo dei tassi malgrado Trump. USD in calo, poi si riprende

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Le minute del FOMC rivleno l'intenzione di procedere ad un'altra stretta a settembre. Guai giudiziari per due collaboratori di Trump
Giornata dal tenore misto per il dollaro sui mercati valutari. Nella prima fase della seduta hanno pesato soprattutto le questioni legate a Trump. Da una parte le sue critiche alla FED circa il rialzo dei tassi; dall'altra la doppia vicenda giudiziaria che ha coinvolto Michael Cohen (ex avvocato del tycoon, dichiaratosi colpevole di aver comprato il silenzio di due donne durante la campagna elettorale) e Paul Manafort (ex manager della campagna elettorale di Trump, giudicato colpevole per otto capi di imputazione, di cui cinque per frode fiscale).

Nella seconda fase invece è arrivata una lieve spinta dal contenuto dei verbali dell'ultimo meeting del FOMC del 1 agosto, resi noti in serata.
Secondo l'organo di politica monetaria della FED, che decise di confermare i tassi invariati tra l’1,75% e il 2%, sono comunque imminenti dei nuovi rialzi. Questo purché tale scelta rimanga coerente con l'espansione dell’attività economica, con la condizione del mercato del lavoro e del livello obiettivo di medio termine di un’inflazione al 2%.



Sotto tali punti di vista, al momento tutto sembra idoneo perché si proceda con un nuovo rialzo a breve, nonostante le critiche di Trump. La forza economica è notevole, il mercato del lavoro ha continuato a rafforzarsi e il tasso di disoccupazione è rimasto basso. Parallelamente, le spese delle famiglie e gli investimenti delle imprese sono cresciute. Circa l’inflazione, sia la complessiva che quella "core" sono prossime al 2%.
Tutto considerato quindi, i membri del comitato si aspettano ulteriori aumenti graduali dei tassi.

A livello valutario, il dollaro - come detto - ha vissuto una giornata mista contro i suoi principali avversari.
E' leggermente in calo rispetto all'euro (EurUsd), contro il quale è anche sceso al minimo di 2 settimane per poi tornare di poco sotto 1.160. In ogni caso, questo rapporto di cambio ha messo in piedi il rimbalzo più importante dal 19 aprile 2018.



Il dollaro è sceso leggermente anche contro la sterlina (GbpUsd). Anche in questo caso ha toccato il minimo di 1 settimana a 1.2936, per poi rimbalzare verso 1.2915. Il biglietto verde è inoltre scivolato a 110.026 contro lo Yen giapponese (UsdJpy), ma da allora è salito a circa 110.50.

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